venerdì 26 marzo 2010

piacere, elena.

Penso che nel primo post del mio primo blog mi debba presentare. mi chiamo elena, ho 26 anni e vivo a bologna. sono una ragazza assolutamente normale con una vita più che semplice. ieri ho preso la decisione di aprire questo blog, dopo aver riflettutto a lungo. la cosa più assurda di tutto ciò è che non amo particolarmente scrivere. la scrittura non è la mia passione, semmai lo è in misura molto maggiore la lettura.
il punto è che non scrivo per diletto, ma più che altro per un' urgenza interiore, un prurito di pancia che so di dover sfogare. tutto è iniziato nel luglio 2007 in coincidenza con un felice evento: la mia laurea. ho concluso i miei 5 anni di studi con il massimo dei voti e molto fieramente mi sono affacciata alla vita adulta. quello che è successo da lì in poi è stato un capitombolare, cadere, ruzzolare e schiantarsi conro il pavimento ruvido della realtà.
un laureato vive in un modo magico, meraviglioso (ovviamente se segue gli studi che ama come ho fatto io), fatto di obiettivi da raggiungere e superare. poi ci sono le feste, gli amici, le ubriacature la sera, la spensieratezza di chi magari non ha un soldo, ma è immerso nel mondo della giovinezza e della cultura. sono stati insomma anni magici.
poi succede che mi laureo a luglio, faccio le mie vacanze (e a questo argomento vorrei dedicare un post a parte sulla sanità pubblica), e subito dopo arriva la CRISI.
il primo anno ottengo un lavoro con contratto a progetto di 900 euro al mese netti. onesto. intanto la crisi avanza. diventa sempre peggio, investe tutto e tutti. si inizia a sentire parlare di cassa integrazione. all'inizio sono notizie che arrivno dal telegiornale, poi piano piano vedi che alcuni tuoi amici hanno perso il posto, altri sono cassaintegrati. poi questa cerchia si allarga, molti amici dei tuoi genitori sono preoccupati, alcuni stanno rischiano il posto. a fine 2009, scaduto il contratto, la situazione è la più nera mai immaginata. NON c'è lavoro, non si pensa nemmeno all'assunzione (che era l'obiettivo dell'anno prima), anche un contratto a progetto, una collaborazione in partita iva, qualsiasi cosa purchè ti prendano...ad oggi, quasi due anni dopo quel felice evento che fu la mia laurea, non si trova lavoro neppure se ti offri di lavorare gratis....
il problema è che mentre stai in quel mondo ovattato e caramellato che è l'università, nessuno si degna di preparati a quello che c'è qui fuori. nessuno si preoccupa di dirti che la tua laurea non vale nulla, che non sarà garanzia di niente, e che a nessuno interessa chi sei e cosa hai fatto.
ecco spiegata la mia rabbia, il mio senso di impotenza e il mio bisogno di sfogarmi da qualche parte. ecco che così nasce questo blog.
non so se mai qualcuno mi leggerà, spero solo che questa sia un' area di confronto positiva e un luogo dove possa finalmente dire la mia, e dove magari qualcuno mi ascolti.
buona giornata a tutti!